22.092017
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Coppia di turisti trova il posto barca occupato. Scatta la denuncia

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Continua il braccio di ferro tra proprietari e società

Posti barca «espropriati» all’interno del nuovo porto turistico di Imperia? L’annosa battaglia (anche legale) fra titolari di ormeggi e la Porto di Imperia Spa prima, e la Go Imperia poi, si arricchisce di un nuovo capitolo. Con l’avvio di una «linea dura» da parte della società comunale. Questo, almeno, è quanto emerge da una storia che ha dell’incredibile e che vede protagonista una coppia di investitori di origini imperiesi ma residenti a Milano. I quali, al ritorno a Imperia per le ferie, si sono trovati il posto barca occupato da un’altra barca.
La storia. Roberta Viglione, sposata con l’odontoiatra Luca Caprioglio, nel maggio del 2010 aveva acquistato due posti barca per scafi non superiori ai 15 metri con altrettanti posti auto per una cifra superiore al mezzo milione di euro. Li aveva comprati in subconcessione (durata del contratto 50 anni) da Acquamare, la società del Gruppo Acqua Marcia di Francesco Bellavista Caltagirone, socia della Porto Spa e general contractor per la costruzione del bacino. Nel 2012 la coppia come molti altri titolari di ormeggi, che si sono trovati coinvolti nel caos delle vicende dello scalo turistico mai ultimato, aveva avviato un’azione legale per tutelare i propri interessi. E dal 2013, su suggerimento del legale, aveva cessato di pagare le spese di gestione degli ormeggi. Una sorta di quota «condominiale» chiesta prima dalla Porto Spa e poi dalla società comunale Go Imperia, a copertura delle spese per i servizi. Nei giorni scorsi la sorpresa: durante un soggiorno nel capoluogo, i due coniugi sono passati dal porto per controllare gli ormeggi e ne hanno trovato uno occupato da una barca sconosciuta.
Spiega Roberta Viglione: «Ci siamo recati alla reception del porto e un incaricato, di fronte a un’impiegata visibilmente imbarazzata, ci ha liquidato con poche parole, dicendoci che i posti barca non in regola sono a disposizione della società comunale, che decide come gestirli. L’accaduto mi sembra veramente grave. Non mi aspettavo di subire un esproprio societario».
Conclude: «Affideremo la questione al legale che già segue la causa risarcitoria in essere con le gestioni del porto e ancora non conclusa. Quanto accaduto? Assurdo. Abbiamo creduto e investito nel porto ma non abbiamo mai avuto i servizi promessi e il porto non è mai stato ultimato. Ora ci vediamo sottrarre un posto barca regolarmente pagato».